| una margherita con bufala al tavolo nove |
La pizza è il cibo degli Dei. Seconda forse solo alla piadina (a proposito, condivido con voi la battaglia contro l'Igp alla piadina romagnola industriale), rappresenta a volte la medicina a tutte i malumori e le depressioni esistenziali.
Mangiare la pizza fuori casa è una mia passione, tanto che covo il sogno di redarre prima o poi una guida alle pizzerie di qualità (editori??? siete in ascolto???), ma non c'è bisogno che vi dica che mangiare una pizza di qualità fuori casa ha le stesse probabilità che il mio Bologna quest'anno vinca lo scudetto. Poche, eh?!
Per noi "pasta-madristi", poi, la pizza fatta in casa "come si deve" è l'obiettivo supremo, un tormento, una continua ricerca del divino, un po' come sarà per il panettone nei prossimi mesi.
E quindi, ogni tanto ci si cimenta anche in casa.
Vi lascio qui sotto di seguito le nostre considerazioni. Ringrazio Chiara per aver impastato durante il giorno mentre io ero al lavoro a pigiare i tasti sulla tastiera e per aver scritto la ricetta.
| minipizza di prova con aglio e acciughe |
La pizza di Enkir del venerdì sera
primo impasto:
150 g. di pasta madre rinfrescata
200 g. di farina tipo 1 macinata a pietra
200 g. di acqua tiepida
secondo impasto:
primo impasto +
200 g. di farina di Enkir (non cominciate a chiederci perchè abbiamo usato farina di Enkir o dove la si può comprare. La farina di Enkir, seppur di ottima qualità, non è strumentale alla riuscita di questa pizza. Noi l'abbiamo usata perchè dovevamo finire il pacchetto usato per questa ricetta. Voi potete benissimo usare una farina semintegrale di frumento bio o anche della semola di grano duro)
100 g. di acqua tiepida
3 cucchiai di olio extravergine
sale
farcitura (per noi, ma voi sbizzarritevi!):
250 g. di mozzarella di bufala a filiera corta*
250 g. di passata bio (meglio ancora polpa o pelati schiacciati)
filetti di acciughe in olio e.v. bio
olio extravergine d'oliva
sale
Impastate
insieme col gancio a foglia la madre e l'acqua, fino a che non siano
spumose. Aggiungete poco a poco la farina, fino a ottenere un impasto
abbastanza liquido.
Ponete a lievitare coperto da un canovaccio umido nel forno con la luce accesa (o a temperatura ambiente quando sarà estate).
Al
raddoppio (dopo circa 2-3 ore), prendete il primo impasto e, col gancio
a uncino, mescolatelo con l'acqua, la farina e, da ultimi, olio e sale.
Lavoratelo abbastanza a lungo, fino a quando non risulta molto elastico
e “si incorda”. Rimettetelo a lievitare come sopra.
Una
volta raddoppiato (altre 2-3 ore), riprendete l'impasto e, lavorando su
di un piano molto infarinato, dividetelo in 3 palline di circa 250-270
g. (se vi avanza un po' di impasto, usatelo per una mini-pizza di
prova!). Dategli qualche giro di pieghe e ponetele a lievitare coperte
su carta da forno.
Dopo
circa 1 ora e mezza-2 ore i panetti dovrebbero essere pronti: accendete
il forno al massimo (250°), mettendo la pietra refrattaria nel piano più
alto.
Cominciate a
stendere le pizze, infarinando bene il piano, con movimenti circolari,
allargando l'impasto senza sgonfiare il bordo, che deve rimanere un po'
alto. Più l'impasto è elastico e più sarà facile questa operazione,
limitando il rischio di buchi.
Intanto
avrete preparato gli ingredienti per la farcitura, avendo cura di
scolare molto bene la mozzarella, specie se di bufala, in modo che non
perda troppa acqua in cottura. E non esagerate con il pomodoro sulla
pizza, perché rischiate che rimanga un po' crudina.
Per
farcire la pizza, meglio metterla già sulla pala da pizzaiolo, sempre ben
infarinata. Se non la si ha, possono essere utili un tagliere sottile o
carta forno infarinati, perché il momento di trasferimento sulla pietra
è abbastanza difficoltoso.
Infornate
una pizza alla volta, aspettando sempre che il forno arrivi a
temperatura massima. Noi le abbiamo cotte per circa 7 minuti, ma se il
vostro forno tiene meglio il calore, potete ridurre i tempi di un paio
di minuti.
Risultato: sicuramente il migliore esperimento di pizza fatta in casa con lievito madre provato sino ad ora!
* Ho comprato la mozzarella di bufala in un distributore automatico (aiutoooo!) di fianco al lavoro. Si tratta di un piccolo caseificio di Ozzano Emilia che, in collaborazione con l'Università degli Studi di Bologna, alleva bufale e produce ricotte e mozzarelle dal loro latte. Non conosco altro di questo progetto e su internet sono riuscito soltanto a trovare questo sito. A livello organolettico ho trovato questo prodotto di gran lunga superiore a buona parte delle mozzarelle di bufala industriali che si trovano nei supermercati, per di più il suo essere a filiera corta è un altro punto a favore (mozzarella prodotta giovedì e consumata venerdì). Spero solo che questo progetto non nasconda scheletri nell'armadio, perchè mi sembra un'ottima iniziativa.





